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All’inizio di novembre si è conclusa a Vicenza la prima edizione del Festival Nazionale del Cortometraggio “È un piccolo passo”, organizzato dall’Assessorato all’Istruzione ed alle Politiche Giovanili e dal Servizio Informagiovani del Comune di Vicenza. La giuria, presieduta da Michele Placido e composta da Tatti Sanguineti, Claudio Sabelli Fioretti, Cristiano Seganfreddo, Massimiano Bucchi, Luca Taddio, ha assegnato il primo premio al corto gay del toscano Giovanni Maccelli “El mueble de las fotos” (Il mobile delle foto), vincitore anche del premio del pubblico.

“El mueble de las fotos” ci racconta come sia difficile normalizzare l’omosessualità anche in una famiglia aperta. Giovanni Maccelli, il regista, è un giovane videomaker, classe 1977, laureato in Teoria e Tecnica del Linguaggio Cinematografico presso l’Università degli Studi di Firenze. Ha fondato una casa di produzione, Zampanò, e ha diretto dieci cortometraggi, con i quali ha vinto diversi festival italiani e spagnoli.

Fonte: cinemagay

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Parola di benvenuto del Pastore Sergio Ribet al Coro Omofonico  bolognese KOMOS in occasione del Concerto: Note positive!

Bologna, Chiesa evangelica, 18/11/2009.

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MEMORIE DI STREGHE (Gruppo giovani del DiGayProject)

I ragazzi del DGP incontrano due grandi esponenti storiche della storia del movimento femminista italiano.

Edda Billi e Paola Mastrangeli, entrambe hanno militato negli anni d’oro del movimento al collettivo Pompe Magno di Roma,contribuito e vissuto alla rivoluzione sociale più importante del nostro paese e non solo.

Oggi Edda e Paola sono ancora molto attive, ma soprattutto impiegano molto del loro tempo per raccontare alle nuove generazione cos’è stato il femminismo. A loro piace definirsi dei libri umani, con i quali interagire e ragionare.

L’attuale movimento LGBT ha molte similitudini con quello femminista degli anni 70′ sia per le dinamiche con le quali si muove sia per come è visto dall’esterno.

Il gruppo giovani del Di Gay Project le ha invitate per potersi confrontare …

Grazie a EUSTACHIO79 per il prezioso lavoro di ripresa e di condivisione

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“Rifiuta l’omofobia, non essere tu quello diverso”: è la campagna del ministero delle Pari opportunità contro l’omofobia, presentata da Mara Carfagna a Palazzo Chigi.

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Mentre in Italia si arriva a non far passare una legge che voleva soltanto combattere il pestaggio sistematico di omosessuali e lesbiche, in altre nazioni europee, distanti anni luce dal nostro paese fascista ed omofobo, si arriva a fare educazione alla tolleranza e contro l’omofobia sin dalle scuole elementari, come con questo cartone animato che va in onda nei programmi per bambini e viene proiettato nelle scuole.

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Dopo il video brasiliano sul coming out, eccone un altro sullo stesso tema della Israel Gay Youth Organization (IGY). Il video riprende l’idea dell’uscita dall’armadio sottostante all’espressione coming out e la interpreta tra luci, suoni e colori.

Più passa il tempo e più il coming out viene visto come una necessità, sia per se stessi che per gli altri: vivere senza maschere – o, se preferite, fuori dell’armadio – è salutare sia per noi che per la società.

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Il trailer di “Due volte genitori”, il documentario realizzato da Claudio Cipelletti sulle reazioni dei genitori al coming out dei figli

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Artista: Sigur Ros
Brano: viðrar vel til loftárása
Album: ágætis byrjun
Regista: Celebrator
Direttore della fotografia: Chris Soos
Anno: 2001
In un volo di bambole, sullo sfondo di un cielo metallo e nebbia, si strappa un amore totale, l’amore tra due adolescenti, l’amore tra due ragazzi con tutto in comune, tutto.

Siamo alla poesia. E bastava davvero poco. In termini di mezzi intendo.
Immagini rallentate, tappeto sonoro di archi e pianoforte, la cappa plumbea e vaporosa del paesaggio islandese. Il resto è solo potenza della narrazione, la scelta di desincronizzare il video dall’audio, rallentando tutto, senza scandire il ritmo degli strumenti sull’immagine e sul montaggio, ma con l’innesto lirico di racconto, suoni e inquadrature sulle onde a intermittenza amore/dolore dell’osservatore.

On air. Pain is On Air.

Una storia di omossessualità tra adolescenti, narrata con l’espediente del flashback. L’incastro nel montaggio è uno scambio di sguardi tra quello di un ragazzino, svuotato d’amore e

rivolto al cielo e quello di una bambola, svuotato degli occhi stessi e rivolto alla terra. E’ in questo spazio che separa l’erba verdissima (l’amore) dalle nuvole d’acciaio (le convenzioni sociali) che tutto resta sospeso: galleggia il flusso delle immagini, vibra come un diapason il brano musicale, e la storia, bloccata a mezz’aria, interrompe una parabola di moto uniforme che nel video non termina mai.

Recensione di Fabio Falzone
Fonte: hideout

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Estratto da una puntata di Magazine sul 2, il programma di Daniele Renzoni è dedicato ai fatti di  cronaca, di costume e di società e ai personaggi della cultura e dello spettacolo.

Per la parte riguardante le chiese protestanti in Italia, in particolare la Chiesa Valdese, interventi della pastora Letizia Tomassone, della pastora Anne Zell e di Rosa Salamone, del gruppo Varco di Milano e vice presidente della REFO

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Saverio Tommasi e Ornella De Zordo hanno intrapreso un progetto di video/inchieste dal titolo “L’altrainchiesta – 10 brutte storie italiane”.

Abbiamo messo in gioco i nostri saperi, il nostro tempo ma anche il nostro corpo, coltivando il sogno di cambiare questo mondo.

In questa prima puntata è documentata l’esperienza in un campo residenziale maschile, accompagnati da un prete esorcista che aiuterebbe a “guarire dall’omosessualità“.

fonte: http://www.arcoiris.tv/

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Spot TV: “Campagna contro il pregiudizio” [Comercial contra o preconceito] (Brasile 2005 – 0′36): anche in Brasile, come in tutte le (ALTRE) nazioni civili, i media cercano di combattere l’omofobia in questo caso con una pubblicità che usa un gioco di parole.

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Divertente cartone animato statunitense usato per l’educazione nelle scuole che spiega come, secondo le fonti piú autorevoli e piú avanzate, l’omosessualitá non si scelga, né si acquisisca, né sia una malattia. E’ semplicemente una caratteristica naturale e innata nella persona.

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L’inverno del titolo di questo documentario, pluripremiato nei festival di tutto il mondo, è l’inverno del 2007, quando il governo Prodi dopo mesi di discussioni presenta una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali.

Da quel

momento, Gustav e Luca, coppia che da anni convive, assistono al crearsi di due schieramenti opposti – pro e contro la proposta – che si fronteggiano con un livello di scontro sempre crescente, fino all’instaurarsi di un clima esasperato che vivono con grande disagio. Decidono quindi di documentare quanto sta accadendo intorno a loro ed in qualche modo su di loro e sulle loro vite, intervistando gente comune, associazioni religiose, politici di destra e di sinistra. Il risultato di questo lavoro è “Improvvisamente l’inverno scorso” di cui i due autori, Gustav HoferLuca Ragazzi, parlano in un’intervista a Fahrenheit (Radio3) del 14 ottobre 2009 e che potete ascoltare cliccando questo link:

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=300070

di seguito il trailer del film

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Spot Tv: Pubblicitá contro l’omofobia [Campanha contra a homofobia] (Portogallo 2008 – 0′30”): Pubblicitá che va in onda in TV in Portogallo. Gli spot per combattere l’omofobia vanno in onda regolarmente in tutti gli stati europei (secondo le direttive di Brussels contro l’omofobia) tranne Polonia, Romania, Grecia e Italia. Nel mondo vanno in onda in moltissime nazioni, anche in quelle che l’italiano medio considera “arretrate”.

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Flash mob a Roma organizzato da WE HAVE A DREAM. Gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e queer contro il “Parlamento assassino”.

Centinaia di persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer ed eterosessuali hanno partecipato oggi pomeriggio, a Roma, al primo Flash mob GLBTIQ per manifestare,a seguito della bocciatura della proposta di Legge Concia, contro il “Parlamento assassino”.

Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e Piazza Venezia sono state teatro della mobilitazione della Comunità GLBTQ.

Un lungo fischio ha dato inizio alla forma di protesta.

Dopo questo segnale, appositamente stabilito dagli organizzatori con un giro di e-mail e di sms, le centinaia di persone accorse al flash mob si sono gettate contemporaneamente a terra, mimando la propria morte ed applicando sui propri indumenti “triangoli rosa” e “triangoli neri”.

Simboli con i quali venivano etichettati, dal regime nazifascista, gay e lesbiche imprigionati nei campi di concentramento.Durante l’evento alcuni partecipanti lasciavano traccia della propria morte costituzionale,ricalcando la propria figura distesa a terra con dei gessi colorati.

E’ stato ricordato dal megafono in 4 lingue diverse (italiano, inglese, francese, spagnolo):

“Siamo gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer ed eterosessuali”, “e siamo qui per denunciare i 285 parlamentari della Repubblica italiana che hanno bocciato, martedì scorso alla Camera, la proposta di Legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere facendo del nostro Parlamento un Parlamento assassino e della nostra Costituzione carta straccia.

Vogliamo denunciare inoltre che il Parlamento italiano ha disatteso il Trattato di Lisbona e le numerose risoluzioni del Parlamento Europeo volte a garantire parità giuridica e di trattamento, nei Paesi UE, alle persone omosessuali e transessuali”. “Siamo cittadini europei, vogliamo diritti europei!”

fonte: http://fiaccolataglbt.wordpress.com/

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Dopo mesi di confronti e discussioni la “legge Concia” sull’omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l’incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall’Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd. La Binetti vota con la Maggioranza

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Intervista a Pasquale Quaranta – Tratta da Mattino5, trasmissione del 1° Dicembre 2008

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Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha recentemente affermato che in Iran gli omosessuali non esistono. Questo documentario, trasmesso dalla canadese CBC e sottotitolato in italiano, mostra la difficile situazione delle persone glbt persiane.

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