17 maggio 2016-Giornata mondiale di lotta contro l’0mofobia e la Transfobia Liturgia per un culto ecumanico

 

La Commissione Fede e Omosessualità delle chiese Battiste, Metodiste e Valdesi ha redatto uno schema di liturgia per un culto in occasione del 17 maggio 2016. giornata in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale di Lotta all’Omofobia e alla Transfobia. Il versetto biblico scelto quest’anno per la riflessione sul tema della Omofobia e Transfobia è tratto dal Vangelo di Giovanni : capitolo 13 versetto 35 :

“AMATEVI COME IO VI HO AMATO”.

La Commissione propone anche una scheda omiletica che può essere uno spunto per una riflessione approfondita e per  una eventuale predicazione.

La liturgia per il culto può essere consultata e scaricata al seguente link:

http://www.chiesavaldese.org/documents/liturgia_veglia_omofobia2016.pdf

La scheda omiletica sul tasto Giovanni 13,35 al seguente link :

http://www.chiesavaldese.org/documents/note%20_omiletiche2016.pdf

 

 

Fede e identità sessuale

1Intervento al seminario di formazione a cura della F.C.E.P.L. e l’Associazione N.U.D.I. su “fede e identità sessuale”     Grottaglie  19.12.15.

Lo scopo del mio intervento è 1) contestualizzare il seminario nella vita delle chiese ripercorrendo brevemente e non in modo esaustivo alcune tappe del percorso che ci ha portato qui oggi; 2)  dare alcuni suggerimenti su come affrontare il tema nella chiesa locale e 3)fornirci delle coordinate teologiche all’interno delle quali situare i nostri lavori.

1)         Non ancora vent’anni fa  (1998) si  fondò l’Associazione Rete Evangelica Fede e Omosessualità la quale  raccoglieva il lavoro precedente svolto nel nord Italia dal gruppo Capernaum. Attive nella REFO dall’inizio erano persone come Giorgio Girardet , Simon Pietro Marchese, nonché l’attuale Presidente, Giorgio Rainelli. La REFO  ha sempre viste unite persone di orientamenti sessuali diversi (gay e gay friendly) il cui scopo era affrontare e promuovere il discorso fede e omosessualità nelle chiese protestanti in Italia. Continua a leggere

Le Beatitudini LGBT

image_previewBeati voi, fratelli e sorelle gay, lesbiche, etero, bisessuali e transessuali: ognuno di voi è unico ed è il riflesso glorioso dell’amore di Dio e della Sua stupefacente creatività.

Beati voi quando avete il coraggio di portare nelle relazioni affettive la verità di chi siete: voi sanate e rafforzate il corpo di Cristo!
Beati voi che sfidate gli stereotipi e le caricature: voi portate luce al mondo!
Beati voi che denunciate le ipocrisie della religione: voi contribuite all’affermarsi della pace e della giustizia!
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Io ti celebrero perche sono stato fatto in modo meraviglioso

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Note omiletiche e liturgia per la giornata mondiale di lotta all-omotransfobia

Come trovare posto in un universo impersonale e in una società ostile preoccupa l’animo umano, e a questo anelito corrisponde l’elevato Salmo 139, che canta non solo la onnipresenza e onniscienza di Dio, ma riflette sull’intimità della relazione di comunione, dove Dio è più vicino alla persona di quanto lo sia lei a se stessa. Qui viene rappresentata l’esistenza umana nella prospettiva della conoscenza, presenza e potenza di Dio, circondata e racchiusa nella realtà divina. La vita di Dio è talmente connessa al nostro tessuto da formarne una parte inestricabile. Non si tratta di teologia speculativa o descrittiva, ma di una meditazione primaria, nel linguaggio della lode che non nasconde altra finalità, ed è seguita dalla supplica. Continua a leggere

POSTO OCCUPATO : 16 giorni per vincere la violenza

020_CandelaIl 25 novembre è la “Giornata Mondiale contro la Discriminazione delle Donne” proponiamo 16 momenti di riflessione (dal 25 novembre al 10 dicembre) su questo tema non solo per ricordare momenti drammatici di discriminazione ma, anche e soprattutto, per dare voce alla speranza e testimoniare anche con semplici azioni positive da parte di tutte e tutti che “LE COSE CAMBIANO!!”.
Ricordiamo, inoltre che il 1 dicembre è la “Giornata Mondiale di lotta all’HIV/AIDS” ed il 10 dicembre la “Giornata per i diritti Umani”.
Non dimentichiamo questi momenti ma non limitiamoci a questi giorni : la lotta ad ogni forma di discriminazione DEVE esere l’impegno di tutte e tutti noi ogni giorno, ogni momento.

Per scaricare il testo clicca qui

Attacco omofobo e fascista alla Chiesa Valdese di Piazza Cavour a Roma

10380216_10202946626560203_4576638037179659768_oLa REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità esprime la sua solidarietà con la Chiesa Evangelica Valdese di piazza Cavour di Roma per l’attacco di stampo chiaramente omofobo e fascista avvenuto nella notte tra il 14 e 15 maggio c.a.
Sono state rilevati disegni di croci celtiche e svastiche oltre la scritta “No Froci” sui muri in via Marianna Dionigi, dove sono ubicati gli uffici della comunità ed è stata imbratta la facciata del Tempio con lancio di inchiostro nero nel tentativo di imbrattare la bandiera rainbow esposta in occasione della Giornata Mondiale di Lotta e di Contrasto all’Omofobia e alla Transfobia.

Nel condannare questo atto di intolleranza e disgusto verso una chiesa accogliente e inclusiva quale è l’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste la REFO invita la società civile, tutti/e i/le credenti a rifiutare questa cultura dell’odio e della discriminazione.

La REFO invita a vigilare e ad impegnarsi nella difesa delle libertà democratiche e dei diritti di tutti e tutte perché se un diritto è di pochi allora è un sopruso.

Questa violenza non ci impedirà di continuare il nostro impegno nella lotta alle discriminazioni e a praticare realmente l’accoglienza di tutti e tutte perché come dice l’Apostolo Paolo: “ accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi accolti” (Romani 15:7).
Questa intimidazione non impedirà di continuare l’impegno per l’autodeterminazione dei nostri corpi e della nostra sessualità.

A questo odio la REFO vuole rispondere con le parole della I lettera di Giovanni: “Nell’amore non c’è paura” (4:18) e invita tutti e tutte a ritrovarsi stasera 15 maggio alle ore 21:00 davanti al sagrato del Tempio Valdese di piazza Cavour-Roma per un incontro di solidarietà con la comunità valdese.

La Segreteria REFO.

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Ciechi per vedere la luce

020_CandelaRiflessione di Vale Coletta su Giovanni 9 apparsa su AdistaNotizie n.9/2014

È una domanda molto curiosa per noi e per i nostri tempi quella che fanno i discepoli a Gesù. Sappiamo che essere ciechi alla nascita è una condizione fisica e non c'entra nulla il peccato ma non era così per la cultura giudaica dell'epoca (vedi Es 20:5). Ancora più sorprendente è la risposta di Gesù, il quale afferma che non c'è peccato e anzi il cieco nato sarà utile per l'opera di Dio. Immagino come dovevano essere sconvolti tutti quegli uomini e quelle donne che lo seguivano in giro per la Palestina. Con quelle parole il Maestro sovvertiva completamente l'ordine sociale costituito. Subito dopo questa dichiarazione avviene il miracolo, con un gesto taumaturgico Gesù gli spalma gli occhi di fango e lo manda a fare un bagno purificatore: ora il cieco vede! Non a caso prima parlavo di sovversione. Era impossibile che un cieco nato potesse acquistare la capacità di vedere eppure questo è avvenuto. Quello che era uno scarto della società, ora può vedere. Non è nell'oscurità e non più costretto a nascondersi nell'oscurità. È quello che accade anche oggi alle persone omosessuali, bisessuali, trans* e intersessuali. In un passato non troppo recente costretti a vivere nell'oscurità e oggi vivono alla luce del sole. È proprio a queste persone, agli scarti della storia e delle società che Gesù è venuto, affinché anche tramite loro si potessero manifestare le opere di Dio. Ora per il nostro amico non più cieco inizia il tempo del giudizio e dell'interesse morboso dei vicini e delle élite dell'epoca, i farisei. Mille domande sul come e perché egli avesse riacquistato la vista. Viene interpellata anche la famiglia. Egli molto candidamente racconta di come tutto ciò sia avvenuto e di come Gesù lo abbia aiutato. Viene nuovamente ascoltato perché i farisei non potevano spiegarsi come questo scarto potesse vedere ora. Ecco queste domande vengono rivolte ogni giorno anche alle persone trans* e intersessuali. Domande sul cambiamento del loro corpo o di perché il loro corpo non rientri nella norma. Molti, come i farisei, non vogliono accettare questi corpi perché non-normati. Si vogliono aggrappare alla legge di Mosè, non riconoscendo quello che è possibile tramite Gesù: rinnovare i propri corpi e le proprie vite. I farisei spesso chiedono come è possibile che un peccatore possa fare miracoli. Essi non colgono la novità portata da Gesù. Con lui non contano più le vecchie regole. I farisei continuano ad aggrapparsi alla norma che nel frattempo viene stravolta da Gesù e dai suoi miracoli. Lo stesso vale per quanti e quante si oppongono nelle chiese alla piena partecipazione delle persone lgbtiq. La buona novella non sta nel fai questo o quello e sarai salvato ma piuttosto credi in Gesù e sarai salvato/a. Invece spesso nelle nostre vite prevalgono i pregiudizi culturali che rendono ciechi i nostri cuori e non ci fanno vedere la luce del mondo. È molto divertente nel testo proposto ritroviamo il cieco nato ad insegnare ai farisei, facendo delle giuste osservazioni. Sono proprio saltati gli schemi. Niente i farisei non vogliono vedere, non vogliono niente a che fare con questo peccatore e lo cacciano via. Allora Gesù lo trova e gli chiede se lui creda e il cieco fa la sua confessione di fede. E Gesù dichiara la sua volontà di fare giustizia in questo mondo, di mischiare le carte. L'ultima frase rivolta ai farisei è un appello a rendersi ciechi come lo era il cieco nato. Un appello ad essere degli scarti per poi poter vedere la luce del mondo. Un programma che rimette la giustizia divina al centro e l'evangelo diventa non solo speranza ma anche strumento di liberazione e di riscatto per gli ultimi e le ultime di questo mondo.