Un culto ecumenico per il World Pride del 2000, perchè “la parola di Dio chiama all’accoglienza”


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Bandiera Raimbow

(NEV) – “Non possiamo in alcun modo giustificare un’etica del rifiuto e del disprezzo ricorrendo alla parola di Dio“: lo ha detto la pastora battista Anna Maffei durante il culto ecumenico che si e’ svolto il 2 luglio a Roma presso la chiesa valdese di piazza Cavour, in occasione del “World Pride”: un culto ecumenico e internazionale, che ha inteso dare un segno forte di solidarieta’ ed accoglienza ai partecipanti alla manifestazione del “World Pride”.

Nella sua predicazione la pastora Maffei si e’ interrogata sull’origine delle separazioni fra i cristiani in ambito etico, ripercorrendo la vicenda biblica della “caduta” del primo uomo e della prima donna (Genesi 3).
Non credo – ha affermato – che le nostre divisioni su questioni etiche vengano veramente dalla parola di Dio, ma da interpretazioni settarie di alcuni pochi e controversi testi biblici. Proiettare su Dio idee e intenzioni a lui estranee – ha aggiunto – e’ la vera fonte di ogni divisione che attraversa oggi le chiese“.

Un segnale di forte apertura ed accoglienza, quello che giunge dalle chiese protestanti, che intendono “tenere aperte le porte delle proprie chiese al dialogo, per accogliere e difendere i diritti di tutte le minoranze“, come ha spiegato nel saluto introduttivo il pastore Luca Negro.
Fra gli ospiti, la pastora unitariana statunitense Carol Johnson, che ha voluto rivolgere il suo pensiero a tutti coloro che non possono partecipare a questo tipo di iniziative: “Coloro che sono messi a tacere, o che hanno paura, coloro che non sanno che vi sono comunita’ cristiane che potrebbero accoglierli: in questo tempo e in questa settimana di World Pride – ha detto – noi vogliamo essere loro alleati, per sostenerli e coinvolgerli in un cammino comune di trasformazione“.

L’8 luglio (2000), in occasione del corteo finale del World Pride, la chiesa valdese di piazza Cavour aprira’ simbolicamente le proprie porte, per sottolineare ancora una volta la visione “inclusiva” della fede, che chiama all’accoglienza verso chiunque invochi il nome di Dio con cuore sincero. Sulla facciata del tempio e’ gia’ stato esposto uno striscione – che restera’ per tutta la durata del World Pride – con un versetto biblico tratto dal libro di Gioele: “Chiunque invochera’ il nome del Signore sara’ salvato”.

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