Omofobia. La Refo denuncia l’ipocrisia di certa politica


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(NEV) – Tra le tante associazioni gay che hanno espresso la loro solidarietà a Christian Floris, conduttore di Radio Deegay.it, malamente aggredito nella notte di venerdì 23 maggio, c’è anche la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO).
In un comunicato diffuso il 25 maggio, la REFO esprime “viva preoccupazione per il clima di omofobia, transfobia e xenofobia venutosi a creare in Italia a seguito di una degenerazione civile che fa della violenza il perno del proprio linguaggio”.
La caccia al diverso, prima ancora che essere di alcuni estremisti, per la REFO, è oggi “la maniera naturale di esprimersi da parte di una classe politica e di un sistema sociale”. La denuncia della REFO va proprio contro l’ipocrisia di questo stesso sistema: “Chi enuncia la difesa di principi cristiani a fondamento della propria società e scatena la violenza contro i più deboli è nemico dell’etica del vangelo”, si legge nel comunicato.
La REFO invita la società civile a “non lasciarsi intimidire” da episodi del genere, e a levare “la propria voce di dissenso, ricordando ovunque i principi dell’accoglienza, della tolleranza, della condivisione e della difesa dei diritti per chi vive ancora situazioni di emarginazione nella nostra società”.
Di questo, ed altro, si parlerà anche sabato 31 maggio a Vasto (Ch), in occasione di un incontro-dibattito promosso dalla REFO con il tema “Identità: istruzioni per l’uso”. Con la partecipazione di Giorgio Rainelli, Massimo Abate, Gianna Sciclone.
Costituita nel 1998 a Roma, la REFO è una rete di credenti evangelici che intende lavorare per l’accoglienza di persone omosessuali nella chiesa e nella società, e per approfondire la riflessione tra fede cristiana e sessualità.

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