Contro l’omofobia è ora per i cristiani di far sentire l’amore di Dio per le persone omosessuali


_upload_files_00000004_00003359_omofobia180di Mimma Capodicasa
(Chiesa Battista di Livorno)

Chi ha partecipato sabato 10 ottobre (2009) alla manifestazione nazionale “UGUALI” contro l’omofobia, per i diritti, avrà sicuramente sentito un’atmosfera leggera, perché priva di conflitti, ma anche profonda per i contenuti e i sentimenti, espressi dalle persone che hanno voluto dare la loro testimonianza.

Queste persone hanno testimoniato L’AMORE: l’amore per l’amico omosessuale aggredito, l’amore per la compagna lesbica o il compagno omosessuale con cui si condivide la vita da 20/30/40 anni, l’amore di un padre gay per la propria figlia con la quale deve affrontare le tante discriminazioni a causa del suo orientamento sessuale.

E’ stato veramente piacevole ed edificante condividere con tanti/e giovani e non, alcune ore di “libertà” nel vedere abbracci, strette di mani, baci spontanei che facevano sperare ad un paese senza discriminazioni di alcun tipo.

Questo è ciò che si chiedeva: una legge contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, perchè si possa raggiungere l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e trasgender italiane e migranti.

I/le promotori della manifestazione hanno voluto rispondere alla violenza con il loro contributo sociale e culturale, rivendicando uguali diritti e doveri, pari dignità, riconoscimento giuridico di tutti gli amori, di tutte le famiglie.

Molte (non tantissime) sono state le adesioni, pochi i partiti, molte associazioni tra cui la REFO (Rete Evangelica Fede e omosessualità), donne e uomini della politica e della cultura, alcuni comuni hanno inviato il gonfalone a rappresentanza della città tutta, come il comune di Livorno, da cui siamo arrivati/e con un pullman organizzato da ARCI e ARCIGAY.

Mi chiedo se fosse stato opportuno che anche le chiese evangeliche avessero potuto condividere i contenuti di questa manifestazione, visto che spesso siamo scesi coraggiosamente nelle piazze per stare accanto a chi è discriminato e rivendicare i diritti di tutti, di chi chiede semplicemente di potersi amare senza correre il rischio di essere aggredito o addirittura ucciso.

Forse non è più sufficiente produrre, a volte con fatica, dichiarazioni contro l’omofobia durante sinodi e assemblee, forse dovremmo semplicemente essere accanto ai nostri fratelli e sorelle e amici omosessuali perché possano sentire la nostra effettiva solidarietà e l’amore di Dio per loro.

E’ stata un occasione mancata?!?!………

Infine mi ha colpito la riflessione di una giovane transessuale che durante il viaggio di ritorno ha esclamato: “Che bella giornata, peccato che domani si tornerà alla cruda realtà……..!!!”

Aveva ragione visto che mentre in piazza si lottava per i diritti, il giorno dopo in Parlamento l’omofobia ha continuato a vincere e nelle città le aggressioni aumentano.

Dobbiamo in qualche modo reagire contro queste forme di violenza, non possiamo restare a guardare…..!!

Fonte: Riforma, n.41, 30 ottobre 2009, p.15

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