Salute: terapie contro omosessualità ‘inutili e dannose’


Orso_guarigione(ANSA) – ROMA, 7 NOV – Malattia, immoralita’, errore. Sono in tanti a pensare ancora all’omosessualita’ come disordine morale che va curato, persino invertito. Omosessualita’ e psicoterapia sono state oggi al centro di un convegno internazionale che si e’ svolto a Roma per delineare lo stato della ricerca scientifica e sociale, in un momento in cui si assiste alla preoccupante diffusione di episodi omofobici.
Ha meno di dieci anni il documento prodotto dall’American Psychiatric Association (APA) in cui viene negata l’antica associazione omosessualita’ – disturbo mentale; mentre, solo qualche mese fa, sempre l’APA ha ribadito le proprie posizioni contro le cosiddette terapie riparative che, in estrema sintesi, mirerebbero a riorientare l’identita’ sessuale delle persone, ‘riconvertendole’ a relazioni etero.
Come ha sottolineato il professor Vittorio Lingiardi, direttore della 2ø Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Universita’ ‘Sapienza’ di Roma, ‘siamo spesso di fronte a chi si rivolge a un terapeuta per risolvere l’enigma circa la propria identita’, per liberarsi di quell’ingombrante inquilino che abita la sua casa’. Il terapeuta pero’ non deve trovare soluzioni, ma ha l’obbligo di ascoltare le domande che spingono i pazienti a dubitare di se stessi. Le terapie riparative invece, a cui spesso le persone sono indirizzate dalla famiglia, dalle comunita’ locali e da quelle religiose, potrebbero peggiorare le condizioni mentali dei pazienti, esasperando il senso di vergogna e di disprezzo verso verso se stessi. Si rinforza insomma il conflitto interiore a discapito di una ricerca piu’ profonda. Uno dei piu’ noti promotori della terapia riparativa e’ l’associazione NARTH, fondata dallo psicanalista Charles Socarides nel 1992, che incoraggia, nel caso degli uomini, l’identificazione con una figura maschile, riforzando al contempo i cosiddetti ‘ruoli di genere tradizionali’ per ottenere uno spostamento dall’omo all’eterosessualita’. Tuttavia la testimonianza di molti pazienti sottoposti a terapia riparativa ha rilevato come questi, nello sforzo di cambiare il proprio orientamento, si siano ritrovati ingabbiati in un mondo di finzione in cui la scoperta della propria identita’ gradualmente si allontana.
Per molte persone, scoprire di essere gay e’ giustamente motivo di stress, laddove pregiudizio, discriminazione e violenza sono solo alcune delle cause scatenanti. Affidarsi alle conoscenze di uno specialista serve quindi non a essere o diventare normali, ma a imparare ad accettarsi. Amare se stessi e’ l’unico rimedio contro i dubbi che fanno spesso piu’ paura delle certezze. Un cammino lungo, forse doloroso, in cui il disagio non sia sopito ma ascoltato.

Fonte: (ANSA) 07-NOV-09 19:46

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