TDOR, giornata mondiale contro la transfobia: trovata morta Brenda


Nella giornata in ricordo di tutte le transessuali vittime della violenza, Brenda, una delle transessuali coinvolte nell’affaire Marrazzo, è stata ritrovata priva di vita, il corpo carbonizzato, nella propria abitazione.

Di seguito proponiamo alcune delle reazioni all’accaduto.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

Proprio nell’11° Giornata mondiale del Transgender Day of Remembrance, che dall’assassinio di Rita Hester a Boston nel 1998, ricorda come siano profondi e diffusi i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti delle persone transgender, si apprende che Brenda persona transgender coinvolta nell’affaire Marrazzo è stata trovata morta.

Questa coincidenza dovrebbe far riflettere la politica, i mass media, l’opinione pubblica come siano state umiliate in questo periodo le persone transgender, che purtroppo sono costrette in molti casi, soprattutto se non italiane e senza permesso di soggiorno, a prostituirsi.

Tutta la vicenda si tinge ora dei colori scuri del dolore e della rabbia per chi, come le associazioni trans e omosessuale, tutti i giorni cerca di far comprendere che, con pochi e semplici provvedimenti legislativi e azioni sociali, migliaia di persone trans potrebbero non vivere più nell’emarginazione e in preda alle organizzazioni criminali.

Ci auguriamo che sia fatta presto luce su questa tragedia, che la Procura di Roma ha iscritto come omicidio volontario.

Rimane il fatto che Brenda è l’ulteriore vittima di un’irresponsabile spettacolarizzazione di realtà complesse, trattate come sempre dai media per soddisfare audience e vendite di copie, in cui non si rispettano dignità, difficoltà, storie personali contrassegnate da discriminazioni e violenze di tutti i tipi.

Azione Trans e Gaylib
La presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e l’associazione GayLib (gay di centrodestra) esprimono profondo sconcerto e numerosi interrogativi per la orribile morte che avrebbe coinvolto la transessuale Brenda, testimone chiave del cosiddetto “caso Marrazzo”, vicenda che ha portato, come è noto, alle dimissioni l’ex presidente della Regione Lazio, esponente di spicco del Partito Democratico.
“Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (T.D.O.R.) ci chiediamo – dichiara Francesca Eugenia Busdraghi – se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l’abbiamo già – prosegue Busdraghi – e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili”.
“Di certo la trans – conclude Busdraghi – si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere”.
“E’ sconvolgente – aggiungono il presidente nazionale e il segretario politico di GayLib, Enrico Oliari e Daniele Priori – che nella vicenda torbida che ha visto coinvolto l’ex governatore Piero Marrazzo nell’arco di due mesi ci si trova a contare il secondo morto. La vicenda sta oggettivamente assumendo contorni oltremodo foschi e il pensiero che vi potrebbero essere, stando sempre alle dichiarazioni delle trans e dello spacciatore morto a settembre, altri personaggi politici coinvolti dei quali non si conoscono i nomi, fa semplicemente rabbrividire. Da ultimo, al di là di ogni altra considerazione – concludono Oliari e Priori – non si può oggi non rivolgerle un pensiero di profonda pietà alla povera Brenda oltre all’auspicio che la magistratura faccia definitivamente luce su una brutta storia che si sta aggravando di giorno in giorno”.

Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti
“E’ difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio. Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese.
Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse. Brenda sarà ‘usata’ da qualche lacchè di regime, da qualche viscido servo che strumentalizzerà la sua immagine per alimentare un po’ di cronaca nera parlando di ‘misteri italiani’, di cui non gliene importa davvero nulla, e nemmeno gli importa della condizione e del contesto nel quale le persone transessuali sono costrette a vivere.

Questi miserabili, che impongono il sonno della ragione a milioni di italiani, sono esattamente coloro che non parlano mai di diritti per le persone lesbiche, gay, transessuali ma anzi, impongono di loro una visione ridicola e patetica, alimentando l’ipocrisia e la falsità: quelle del peccato e dell’assoluzione, del proibizionismo criminogeno, dell’omofobia e della transfobia, dell’odio e della violenza appunto.
Noi continueremo la nostra lotta nonviolenta per la difesa dei diritti civili e umani delle persone LGBT. Questa penosa classe dirigente offre oggi all’Italia la tragica morte di una persona transessuale, nel giorno del ‘Transgender Day of Remembrance’: un altro drammatico ‘record’ di cui vergognarsi”.

Fonte: Gaynews24

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