Protestanti francesi: alla ricerca di nuove forme di cerimonia per unire le coppie omosessuali


Una parte delle Chiese protestanti francesi accoglie senza retro pensieri le persone omosessuali. E tenta anche di creare loro uno spazio nelle litugie. Questa è la missione di un gruppo di riflessione incaricato di proporre delle nuove liturgie di benedizione per coloro che lo richiedano.

Il «Groupe protestant de réflexion théologique sur les bénédictions pour les couples de même sexe» (Gruppo protestante di riflessione teologica sulle benedizioni per le coppie dello stesso sesso) è composto da una dozzina di membri: pastori, teologi, membri di chiesa e aderenti ad associazioni LGBT. E’ stato creato nell’ottobre 2008 per iniziativa del Carrefour de chrétiens inclusifs.
La sua missione: pensare a una formna di benedizione delle coppie omosessuali che non contraddica il parere del Consiglio permanente luterano-riformato del 2004. Dopo una consultazione fra le comunità francesi, il Consiglio aveva dichiarato che “non è opportuno prevedere un culto di benedizione che alimenterebbe confusione fra le coppie eterosessuali ed omosessuali”.

il pastore Stéphane Lavignotte

“E’ necessario trovare ora delle formule che non contraddicano questo” spiega Stéphane Lavignotte, pastore della comunità protestante La Maison Verte – presso cui si è recentemente svolto una conferenza/dibattito sul tema – e membro del Gruppo di riflessione, tanto più visto che la Missione evangelica popolare (di cui fa parte La Maison Verte) ha autorizzato nel gennaio 2009 “gesti liturgici d’accoglienza e di preghiera per un progetto di coppia omosessuale”, a condizione che le comunità se ne sentano toccate, siano consenzienti e che qualsiasi confusione venga evitata.

“Le domande di benedizione da parte di coppie omosessuali sono reali benchè ancora non numerosissime” spiega Stéphane Lavignotte. Lui stesso ha benedetto due coppie dello stesso sesso quest’anno. Due uomini a gennaio, e due donne a settembre. “Abbiamo utilizzato delle liturgie specifiche, basate su tradizioni antiche. Non c’è stato scambio di fedi per esempio”.

Il gruppo intende proporre dei modelli di liturgia che utilizzino dei cerimoniali “che possano per esempio essere specifici per ogni situazione, le coppie LGBT non auspicano per forza una cerimonia identica a quella del matrimonio”. Si da tempo due anni per proporre un documento alle comunità. “Le comunità saranno libere di seguire i modelli proposti, di ispirarsi ad essi, di inventarne altri o di rifiutarli” conclude Stéphane Lavignotte.

(liberamente tradotto da Henry Olsen)

Fonte: Tetu

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Una Risposta

  1. […] chi ha letto il nostro recente articolo su La Maison Verte saprà che stiamo parlando di una comunità che sorge nel 18° arrondissement di […]

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