Caffarra durissimo contro i Dico: “Ingiusto trattare in modo uguale i diversi”


Lettera aperta al presidente della Regione Vasco Errani che con la giunta di viale Aldo Moro vuole estendere il welfare alle coppie di fatto. “Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare cio che è di Dio stesso”

In una lettera rivolta al presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, alla Giunta e al Consiglio regionali il cardinal Carlo Caffarra attacca duramente la proposta di legge regionale che vuole estendere i servizi sociali anche alle coppie di fatto, cioè non unite dal matrimonio, omosessuali o eterosessuali che siano.

“Onorevoli signori, è la mia coscienza e responsabilità di cittadino, di cristiano e di vescovo che mi induce a rivolgervi questo appello”. Inizia così la lunga lettera del cardinale. “Nell’omelia promunciata in San Petronio il 4 ottobre dissi che chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio e della famiglia ‘ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali’. E’ ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza […]. L’approvazione eventuale avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale. Il matrimonio e la famiglia fondata su di esso è l’istituto più importante per promuovere il bene comune della nostra regione. Dove sono erosi, la società è maggiormente esposta alle più gravi patologie sociali”.

Replica così chi nella Giunta vorrebbe con questa proposta di legge azzerare una discriminazione verso le coppie non sposate: “Se è ingiusto trattare in modo diverso gli uguali, è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi”.

E conclude così: “Onorevoli signori, come cittadino, cristiano e vescovo, rispetto la vostra autorità […] ma con la stessa forza e convinzione vi dico che vi possono essere leggi gravemente ingiuste, come sarebbe questo comma se venisse approvato, che non meritano di essere rispettate […]. Vi chiedo di accogliere questo appello, di riflettere seriamente prima di prendere una decisione che potrebbe a lungo termine risultare devastante per la nostra Regione. Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare cio che è di Dio stesso”.

Fonte: Repubblica

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