Figli di coppie gay


Proponiamo di seguito un interessante articolo apparso sul blog babbi digitali.

Il modello familiare contemporaneo è sempre più bambino-centrico. Cerchiamo di modellare le nostre vite sulla base delle esigenze dei nostri figli, esigenze che vengono spiegate e documentate da sempre più numerose ricerche scientifiche che riescono ad esplorare ogni dettaglio della psicolgia dei bimbi. Ogni decisione viene presa partendo dalle necessità (reali o presunte) dei figli.

Quando però si parla di coppie gay, non si fa mai lo sforzo di analizzare l’argomento partendo dalla prospettiva dei bambini, ma lo si fa sempre valutando aspetti che hanno a che fare con la morale, la religione, la libertà individuale, le tradizioni.

Il fatto che non si facessero analisi scientifiche e statische su figli di coppie dello stesso sesso e su queste si cercasse di prendere una poszione poteva valere in passato quando i dati a disposizione erano scarsissimi.
In primi studi sono iniziati negli USA negli anni ’70 e si basavano su piccoli campioni. Già a fine Novanta i dati a disposizione del Census Bureau americano dicevano che 1 coppia di uomini omosessuali su 20 e 1 coppia di donne omossesuali su 5 stava allevando figli. In questi anni i numeri sono cambiati portando il rapporto a 1 su 5 per gli uomini e 1 su 3 per le donne. Oggi le coppie gay con figli negli Stati Uniti sono oltre 115.000 (Fonte U.C.L.A.).

L’ampiezza di questi numeri e il passare del tempo hanno permesso di condurre degli studi che analizzano come sono cresciuti i bambini e i ragazzi allevati in queste famiglie “non tradizionali”. Di seguito alcune delle evidenze emerse.
“Questi bambini stanno bene”, così afferma Abbie Golderberg professoressa di filosofia della Clark University che ha scritto un libro “Lesbian and Gay Parents and their Children” dove racconta centinaia di casi di bambini di mamme lesbiche e papà gay.
Gli studi non evidenziano differenze fra questi bambini e quelli cresciuti in famiglie tradizionali. Non c’è alcuna propensione a disordini psicologici, non hanno probelmi di inserimento e socializzazione a scuola e hanno amici come tutti gli altri.

Ci sono anche delle differenze: questi bambini sembrano essere più flessibili circa l’assegnazione dei ruoli secondo i generi. Le figlie di mamme lesbische dichiarano in una percentuale maggiore di preferire a lavori percepiti tipicamente come femminili (l’infermiera o la maestra) delle professioni che sembrano essere appannaggio degli uomini (per esempio l’avvocato).
Anche la scelta dei giochi sembra essere più ampia e meno influenzata dal genere.

Una volta adulti i figli di coppie dello stesso sesso hanno una maggiore inclinazione a lavorare nel sociale, ad essere aperti alle minoranze.

Dai dati sembra emergere il fattoche le coppie dello stesso sesso creino delle famiglie dove i ruoli non vengono imposti sulla base del sesso, ma sulle attitudini del singolo individuo.

Vorrei prendere spunto da queste considerazioni perchè non sarebbe male crescere dei bambini meno ossessionati dal ruolo, più aperti verso le differenze e forse più intellettualmente liberi.

Mi permetto, infine, di segnalrvi un bellissimo blog di una coppia di babbi gay: Meet the Fosters. Il blog, putroppo, non è più attivo ma vale davvero la pena leggerne qualche post.

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