La Chiesa Riformata Unita contro la proposta di legge anti-gay in Uganda


La Chiesa Riformata Unita è diventata la prima denominazione cristiana inglese a criticare la proposta di legge contro l’omosessualità in Uganda.

In una dichiarazione rilasciata ieri la chiesa si dice “sgomenta” per le “misure draconiane” contenute nella legge, che includono l’ergastolo per adulti consenzienti che facciano sesso gay.
La dichiarazione aggiunge: “Questa bozza di legge rappresenta una chiara violazione dei diritti umani ed è moralmente ripugnante. . . Aggiungiamo la nostra voce alle tante altre che reclamano il ritiro di questa legge discriminatoria.”

Il gruppo Ekklesia ha invitato i leaders della chiesa inglese a pronunciarsi sulla proposta di legge.
Una parola di condanna è stata chiesta anche all’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ed all’arcivescovo di York John Sentamu, cresciuti in Uganda, ma fin’ora nessuno dei due ha risposto.
Una petizione [vi ricordiamo che potete firmare la petizione online, che ad oggi ha raccolto quasi 2200 firme, su questa pagina, ndr] che chiama i leaders religiosi alla condanna della legge ha raccolto più di 1000 firme. La petizione è stata preparata da Ekklesia ed è sostenuta da altre organizzazioni quali la Lesbian and Gay Christian Movement e la Changing Attitudes.

Numerosi altri gruppi attivisti per diritti umani hanno criticato la proposta, mentre gli USA, la Francia ed il Regno Unito hanno espresso la loro preoccupazione.
La proposta è stata presentata da David Bahati e prevede anche che i condannati per aver fatto sesso con disabili o persone sotto i 18 anni affrontino la pena di morte.

Il disegno di legge impone il carcere a vita per coloro che hanno rapporti omosessuali e, seppure in Uganda questo è già un fatto, la nuova legge amplia la definizione dell’offesa, includendo la promozione, il sostegno ed il favoreggiamento dell’omosessualità oltre al mantenimento di una casa “per propositi di omosessualità”.

Bahati ha dichiarato che la sua proposta, che verrà discussa in parlamento nel gennaio 2010, protegge i bambini, i giovani e la “famiglia tradizionale”.

Fonte: pinknews

(liberamente tradotto da Anna Lanfranco, che ringraziamo)

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