Legge sull’omofobia: riparte l’iter di una nuova legge. E la lega cerca di fermarla di nuovo


Due mesi dopo la bocciatura alla Camera dei Deputati, Paola Concia riprova a rimettere sul tappeto la legge contro l’omofobia ripartendo, proprio oggi, dalla Commissione Giustizia e da due proposte: una, quella di Di Pietro, che punta all’ad estendere la legge Mancino (la legge del 1993 che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazi-fascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali), l’altra, presentata da Antonello Soro del Pd, che ripropone l’aggravante dell’omofobia.A fare da relatrice per entrambe sarà, appunto, ancora una volta Paola Concia che ha fatto sapere di voler fare le cose con “calma e determinazione”.

Entrambi testi parlano esplicitamente di omofobia e transfobia per evitare di incorrere di nuovo in eccezioni come quella che provocò la bocciatura del disegno discusso lo scorso 14 ottobre. In quell’occasione l’UDC giudicò ambiguo il termine “orientamento sessuale” sostenendo che in questo modo si sarebbe violato l’articolo 3 della Costituzione “con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.”. L’eccezione sollevata dal partito di Casini venne accettata dalla maggioranza dei deputati e il disegno di legge venne bocciato.

La Lega Nord prova a bloccare in commissione Giustizia a Montecitorio le nuove proposte di legge ri-presentate sull’omofobia dal Pd e dall’Idv, dopo l’affossamento, circa due mesi fa, del provvedimento in Aula. Il Carroccio infatti ha sollevato un richiamo al Regolamento sostenendo che non possa essere ripresentata una legge che è stata già bocciata dalla Camera. “Ho scritto al presidente della Camera, Gianfranco Fini – ha detto la presidente della Commissione Giulia Bongiorno – per investirlo della questione”.

l'onorevole Anna Paola Concia

E’ tranquilla la relatrice del nuovo testo Paola Concia, deputata gay del Pd, che oggi ha tenuto la relazione introduttiva all’iter della legge: “I testi sono cambiati, sono diversi rispetto a quelli bocciati due mesi fa. Quindi non c’è problema”. La pregiudiziale Udc che il 13 ottobre scorso affossò il testo che inseriva tra le circostanze aggravanti i fatti commessi “per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato” sosteneva che la proposta violasse “il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.”. Oggi Concia spiega: “Per ovviare a questo problema le due proposte di legge in discussione oggi parlano esplicitamente di omofobia e transfobia e non più del troppo generico ‘orientamento sessuale'”.

La proposta di Antonello Soro ripropone l’aggravante, quella di Di Pietro estende la legge Mancino. “Saremo tutti messi alla prova su questo punto: vedremo se era davvero quello il problema”. La relatrice riconosce che “fare una legge bipartisan è impresa ardua e difficile ma per quanto mi riguarda è anche più affascinante”. Secondo Concia “sui diritti fondamentali credo sia necessario essere tutti d’accordo per dare un segnale soprattutto al paese e dire che su alcune cose ci si può dividere ma che sui diritti umani dei nostri concittadini si deve essere d’accordo. Il lavoro di una legge bipartisan comporta necessariamente una indispensabile volontà di mediazione, di costruzione di una proposta comune che tenga dentro le esigenze di tutti”. Per questo, Concia ha chiesto a tutti “franchezza e onestà intellettuale” soprattutto a “Lega e Udc, che non hanno mai nascosto la loro contrarietà a un provvedimento del genere, di essere espliciti e non nascondersi dietro equilibrismi giuridici. Si può democraticamente dire alla luce del sole di non volere una legge contro l’omofobia e la transfobia. Basta essere espliciti. Questo chiedo: che siate onesti verso il paese”.

Fonti: gay.it e apcom
Qui potete leggere la relazione introduttiva dell’onorevole Concia alla Legge contro l’Omofobia e Transfobia

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