Laicità dove sei? 140 anni dalla Breccia di Porta Pia


Articolo di Valentino Coletta

Il 20 settembre di 140 anni fa’ l’esercito del neonato Regno d’Italia, guidato dal generale Raffaele Cadorna, irrompe nella città eterna, ponendo fino al regno teocratico del Papa e portando quella ventata fresca di libertà e laicità ai cittadini e alle cittadine di Roma.Questo piccolo fatto bellico ha un grande valore simbolico per la storia dell’Italia. La presa di Roma pone fine allo Stato teocratico che il papato avevo instaurato nella città eterna e nella maggior parte dell’Italia centrale. Nello Stato pontificio erano assenti libertà di stampa e di culto e molti diritti civili. A Roma sorse uno dei ghetti ebraici più antichi d’Europa (1555). A Roma era vietata la diffusione della Bibbia in lingua volgare e i culti non cattolici non erano ammessi.L’esercito italiano, conquistando Roma, portò ai romani e alle romane quella laicità e quei diritti civili che non avevano mai conosciuti, se escludiamo i brevi periodi napoleonico e della repubblica romana.

Subito dopo i bersaglieri, la leggenda vuole che entrò in città un colportore protestante con un carretto pieno di Bibbie trainato da un cane; con questo evento si fa cominciare l’inizio della libertà di culto anche nella città del Papa.Dopo 140 anni dalla Breccia di Porta Pia cosa è rimasto di quella ventata di laicità? A vedere il clima politico e la società italiana contemporanea, si potrebbe dire che è rimasto ben poco. Questo clima contemporaneo è dovuto sia da motivi storici che politici.

Lo spirito della presa di Roma fu seppellito ben presto con la firma dei Patti Lateranensi da parte di Mussolini e del Papato nel 1929. Il peso del Concordato viene posto anche sulla Costituzione repubblicana. Oggi lo Stato Città del Vaticano ha ancora un’influenza pressante sulle istituzioni della Repubblica italiana. Influenza che ha risvolti politici ma soprattutto sociali. Il potere delle gerarchie cattoliche impediscono a questo paese di essere veramente laico. Impediscono a questa repubblica di essere imparziale davanti a tutti i culti e a tutte le fedi professate dagli stessi cittadini e dalle stesse cittadine di questo paese. Si impedisce di avere un legge sulla libertà religiosa, rimanendo in vigore la legge fascista sui culti ammessi. Si impedisce di avere un vero dibattito sulla bioetica in questo paese.

La pressione vaticana rallenta non solo il riconoscimento delle coppie omosessuali, ma impedisce perfino di presentare in parlamento una legge che punisca e prevenga l’omofobia e la transfobia e di modificare la legge 164/82 che regolamenta la transizione al sesso opposto da quello biologico di nascita. Proprio sui temi della sessualità e della vita si fa sentire pesantemente l’influenza d’oltre Tevere sulle decisioni dei nostri governanti.

L’unico strumento che abbiamo noi amanti della laicità è quello della resistenza a tutto questo oscurantismo e all’ingerenza vaticana tramite la cultura e la diffusione continua del pensiero laico nel nostro paese, senza dimenticare che Chiesa Cattolica Romana non coincide col popolo cattolico, il quale il più delle volte non si riconosce con i dettami assurdi del proprio clero.

Oggi più che mai lo Stato deve essere laico; la nostra società è ormai una società multiculturale e multireligiosa. Lo Stato deve essere super partes e garantire la libertà di espressione a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, senza distinzione di provenienza culturale, etnica o religiosa, e senza privilegiare una parte rispetto alle altre. Insomma noi laici del XXI secolo non diciamo nulla di nuovo, chiediamo solo quella “sacrosanta” Laicità che garanzia di libertà per tutti i cittadini e per tutte le cittadine di questa nazione.

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