La Chiesa Valdese di Villar Pellice dice sì alla benedizione delle coppie omosessuali


Riportiamo di seguito l’ordine del giorno dell’Assemblea della Chiesa Valdese di Villar Pellice sulle benedizione delle coppie omosessuali del 23 ottobre 2011.

 

L’Assemblea della Chiesa valdese di Villar Pellice, particolarmente sollecitata in tal senso dall’atto P della sessione congiunta 2007 dell’Assemblea UCEBI e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, dall’atto 83 della sessione europea 2010 e dall’atto 41 della sessione europea 2011

  • esaminata in varie occasioni (incontri di studio biblico nel 2007 e nel 2010/11, cicli di riunioni quartierali nel 2008 e nel 2010) e da diversi punti di vista (scientifico, biblico, etico) la richiesta di riconoscimento dei propri diritti di cittadinanza avanzata da un numero crescente di cristiane e cristiani omosessuali, non solo nella società, ma anche nella chiesa; e non solo in quanto singoli cittadini, fratelli e sorelle, ma anche – dove si dà il caso – in quanto coppie di persone che intendono amarsi e convivere stabilmente alla luce del sole e in piena libertà e responsabilità davanti a Dio e al loro prossimo, dopo tanti secoli di camuffamenti dolorosi quanto obbligati per sottrarsi a pregiudizi, discriminazioni e persecuzioni d’ogni tipo;
  • convinta che: a) la sessualità di ogni persona è il risultato di un complesso di fattori biologici, psicologici, sociali e sentimentali: l’omosessualità non va perciò considerata di per sé come una perversione, né come una malattia, ma come una condizione derivante dal complesso di tali fattori; b) i pochi passi biblici tradizionalmente invocati per condannare l’omosessualità condannano in effetti pratiche sessuali di vario genere improntate a idolatria o a violenza, e in nessun caso l’amore consenziente e duraturo fra due persone adulte dello stesso sesso; c) i testi biblici che parlano di giudizio e di grazia, di peccato e di salvezza, di amore e di misericordia – assai più numerosi e, secondo noi, ben più significativi per la formulazione di qualsivoglia etica cristiana o anche non cristiana – riguardano ogni uomo e ogni donna senza operare alcuna discriminazione sessuale o d’altro tipo;
  • denunciando il persistere di regole e pratiche quanto meno discriminatorie nei confronti delle persone omosessuali non solo in altre nazioni e comunità religiose, ma anche in Italia e nelle chiese;
  •  riconoscendo l’inadempienza dello Stato italiano in materia, in particolare per non aver ancora offerto alle coppie conviventi di persone dello stesso sesso alcun riconoscimento per legge delle loro unioni con conseguenti diritti e doveri:

 

1)      si dichiara pronta ad accogliere tra i suoi membri uomini e donne dichiaratamente omosessuali senza alcuna discriminazione;

2)      si dichiara altresì pronta a invocare la benedizione del Signore sull’unione di coppie di persone dello stesso sesso che dichiarino di volersi amare e convivere per la vita alla luce della parola del Dio di Gesù Cristo, della sua grazia e del suo giudizio all’unica ulteriore condizione che entrambe, o almeno una delle due, risultino membri di una chiesa cristiana evangelica.

 

 

 

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