Non con-piacere


omofobiaArticolo di Valentino Coletta

È successo un’altra volta. Un altro ragazzino si è suicidato perché non riusciva a sopportare l’ondata di odio omofobico che l’ha travolto, non trovando nessun sostegno o rifugio. Sinceramente non mi interessa molto se il ragazzo che si è suicidato l’altro giorno a Roma fosse omosessuale o eterosessuale o queer, perché focalizzando l’attenzione su cosa fosse la vittima, darei ragione ai suoi “assassini”. Presi dall’odio verso le persone diverse perché considerate gay o comunque fuori dalla norma eterosessista, trovano giustificazione per le loro azioni nella cultura morbosa italiana che cerca di normare e vigilare sui nostri corpi e sulle nostre vite. Invece io non voglio giustificarli. Anzi come frocia sono proprio incazzata! Questa rabbia la conoscono bene tutt* i/le compangn* frocie, lesbiche, trans*, intersex* e queer. Siamo lo sfogatoio di questa società malata senza speranza, che preferisce precarizzare le vite di tutt*, controllare, asfissiare chiunque voglia avere speranza. A questo ragazzo è stata tolta la speranza di autodeterminare la propria vita. L’omofobia attacca proprio le nostre speranze di libertà. Gli insulti, gli spintoni e, nei casi più estremi, la violenza fisica, ti segnano nel profondo, soprattutto se non hai dove aggrapparti e le famiglie che non vogliono capire e non vogliono vedere la situazione. L’esposizione continua a queste aggressioni alla propria identità in ragazzi/e in formazione possono minare la stabilità psico-emotiva. Odio e aggressioni dettate da una logica ben precisa che è quella dell’eterosessismo. Esso è un’arma a doppio taglio. Non fa male solo alle vittime ma anche a chi aderisce a questo modello. Omofobia e eterosessismo logorano dell’interno, impedendo la piena espressione delle nostre individualità. Allora sto immaginando il mondo interiore di chi è omofobo ed eterosessista e vedo un mondo triste e banale. Un mondo assottigliato ai modelli imposti. Un mondo senza libertà.

Con il dibattito sulla legge contro l’omofobia e la transfobia, sta emergendo che una parte di questo paese vuole avere questo mondo triste. Vuole essere complice della violenza e dell’odio contro le persone lgbtiq. La cosa più grave che tra i detrattori dell’estensione alla legge Mancino ci siano anche dei cristiani, cattolici ed evangelici. Queste persone vogliono mettere al primo posto i loro pregiudizi davanti a quello che è il messaggio evangelico. Paolo scriveva: “Or noi, che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze dei deboli e non compiacere a noi stessi” (Romani 15:1). Noi che siamo corazzati dobbiamo supportar echi è nella difficoltà o nella persecuzione. È un invito all’andare oltre le nostre idee per aiutare il prossimo, chiunque esso sia. Esso è anche un invito all’accoglienza piena del prossimo, sull’esempio di Cristo. Dobbiamo abbandonare i legalismi religiosi per poter vedere nell’altro e nell’altra il nostro prossimo, togliendoci gli occhiali del moralismo farisaico. Solo allora incontreremo davvero Cristo nel volto dell’altr*!

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