Roma Pride 2010: Noi non ci saremo

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A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.

Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.

Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Continua a leggere

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Un paradosso… cristiano

gay_rightsdi Henry Olsen*

Ci è stato fatto notare che in alcuni casi le notizie che riportiamo sul sito della REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità o sulla pagina ad essa dedicata su Facebook non hanno un apparente richiamo teologico-ecclesiastico. Ci è stato fatto notare che gli ultimi comunicati stampa relativi ad aggressioni e all’affossamento della legge Concia contro l’omofobia avrebbero potuto essere stati scritti, per mancanza di citazioni bibliche o richiami alla nostra fede, da una qualsiasi associazione militante nell’ambito glbt.

E’ vero.

Ma mi chiedo: il fatto di essere persone di fede, ci fa smettere di essere cittadini e cittadine? Possibile che il nostro raggio visivo debba estendersi entro e non oltre i perimetri, a volte troppo ristretti, delle nostre chiese? Continua a leggere

Parità di trattamento per le coppie omosessuali

schwul_2_iStock_400-1256218996Da oggi in Germania gli omosessuali hanno un diritto in più, che non toglie diritti a nessuno.

“La corte costituzionale ha emesso una sentenza destinata a incidere profondamente sulla società tedesca”, scrive la Süddeutsche Zeitung. Il 22 ottobre è stata pubblicata una decisione del 9 luglio scorso con cui i giudici di Karlsruhe hanno sostanzialmente equiparato i diritti delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali, compresi matrimoni.

La corte si è pronunciata sul caso di Wolfgang Duysen, che da anni si batteva perché, in caso di decesso, Continua a leggere

Contro l’omofobia è ora per i cristiani di far sentire l’amore di Dio per le persone omosessuali

_upload_files_00000004_00003359_omofobia180di Mimma Capodicasa
(Chiesa Battista di Livorno)

Chi ha partecipato sabato 10 ottobre (2009) alla manifestazione nazionale “UGUALI” contro l’omofobia, per i diritti, avrà sicuramente sentito un’atmosfera leggera, perché priva di conflitti, ma anche profonda per i contenuti e i sentimenti, espressi dalle persone che hanno voluto dare la loro testimonianza.

Queste persone hanno testimoniato L’AMORE: l’amore per l’amico omosessuale aggredito, l’amore per la compagna lesbica o il compagno omosessuale con cui si condivide la vita da 20/30/40 anni, l’amore di un padre gay per la propria figlia con la quale deve affrontare le tante discriminazioni a causa del suo orientamento sessuale.

E’ stato veramente piacevole ed edificante condividere con tanti/e giovani e non, alcune ore di “libertà” nel vedere abbracci, strette di mani, baci spontanei che facevano sperare ad un paese senza discriminazioni di alcun tipo. Continua a leggere

Editoriale

homophobiadi Claudia Angeletti

È successo ancora: Unione Europea e Onu sono costrette a far notare all’Italia che si sta ponendo fuori dal quadro di riferimento democratico dei paesi civili e dagli standard minimi delle convenzioni internazionali sui diritti delle persone. È successo stavolta in relazione alle persone omosessuali e all’affossamento del progetto di legge Concia sull’omofobia della scorsa settimana. Una legge necessaria a tutelare le persone omosessuali dalla violenza di cui sono fatte segno negli ultimi tempi con una frequenza (quotidiana), una virulenza (mazze da baseball, temperini, pugni) e uno spettro di diffusione (Firenze, Roma, Napoli, Palermo) assai impressionanti. Una recrudescenza, questa, che probabilmente ha la stessa matrice di rivalsa di chi, percependo insidiata la propria (supposta o reale) posizione di potere maschilista e patriarcale da un diffuso cambiamento di mentalità inevitabilmente avvenuto negli ultimi decenni, reagisce scompostamente per riaffermarla (analogamente a quanto avviene per la violenza contro le donne).

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Coro gay: i protestanti aprono la porta chiusa da Caffarra

Le prove del coro omofonico bolognese Komos

Le prove del coro omofonico bolognese Komos

La chiesa metodista ha deciso di ospitare il coro omosessuale Komos di Bologna, che il cardinale aveva cacciato dalla parrocchia di San Bartolomeo. E oltre alle prove è in programma un concerto, a cui è stata invitata anche la Curia

BOLOGNA, 20 OTT. 2009 – Con i cattolici non è andata molto bene, quindi il coro omosessuale di Bologna Komos ha deciso di riprovarci con i protestanti. Da una settimana è la chiesa metodista valdese di via Venezian, a due passi da piazza Maggiore, a ospitare le prove del coro maschile che a settembre ha dovuto lasciare la chiesa di San Bartolomeo della Beverara. La cacciata è stata imposta dall’arcivescovo Carlo Caffarra, che per giustificare la mancata ospitalità ha inviato un messaggio in cui ricordava l’esistenza di un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali del 1986.

E proprio per festeggiare la novità, il 18 novembre il coro si esibirà in concerto. Il cardinale e il suo vicario, monsignor Ernesto Vecchi, sono stati invitati, ma chissà se riusciranno a vincere l’imbarazzo e a partecipare alla serata. Continua a leggere

17 OTTOBRE – Manifestazione Nazionale Antirazzista

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ROMA 17 OTTOBRE 2009
Piazza della Repubblica, ore 14.30

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali. Continua a leggere