Sit in a piazza San Pietro a favore della depenalizzazione del reato di omosessualità

Roma, 6 dicembre 2008

La R.E.F.O.- Rete Evangelica Fede e Omosessualità ha partecipato al sit in e alla fiacccolata tenutasi a Piazza San Pietro in difesa della depenalizzazione del reato di omosessualità. Tale manifestazione è stata promossa da: Arcigay Roma, ArciLesbica, Radicali Italiani, l’Associazione Radicale Certi Diritti, l’Associazione Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino insieme alle associazioni che si battono per la laicità dello Stato, per i diritti civili e umani contro l’inammissibile decisione del Vaticano di non sostenere la proposta presentata dalla Francia a nome della UE presso l’ONU di depenalizzare  il reato di omosessualità. Tale decisione è estremamente preoccupante in quanto alimenta l’omofobia e la violenza contro persone incolpevoli in tutto il mondo che vogliono vivere la  propria sessualità e il loro rapporto d’amore in piena libertà. Nessuno mette in discussione la libertà della Chiesa Cattolica Romana di pronunciarsi in materia di fede  ma sembra che oggi si stia confondendo, anzi, si stia cercando di far coincidere il concetto di peccato con quello di reato; la Chiesa Cattolica Romana parli ai suoi fedeli senza estendere il suo “magistero” a tutti i cittadini e le cittadine.

Gay, sit in S. Pietro (Il nostro striscione alla manifestazione, in una foto di Corriere.it)

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Agli esecutivi delle chiese italiane sulle dichiarazioni del Vaticano riguardo alla depenalizzazione del reato di omosessualità

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Alla Tavola Valdese,

Alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI)

Alla Unione Cristiana Evangelica Battista in Italia (UCEBI).

Le dichiarazioni di mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in merito alla contrarietà del Vaticano alla mozione presentata all’Onu dalla Francia a nome dell’Unione Europea, per depenalizzare a livello mondiale l’omosessualità come reato, di fatto si oppongono alla proposta di salvare milioni di vite umane.

Tale dichiarazione, se verrà oltretutto confermata dalla Sede Apostolica, rappresenta e rappresenterà un tacito assenso da parte del Magistero della Chiesa cattolica Romana alle violenze, oppressioni, discriminazioni a carico di persone omosessuali in 91 paesi del Mondo, e la pena capitale in 10 paesi islamici. Pur sapendo che il Vaticano non fa parte dell’Unione Europea e quindi non abbia potere decisionale in merito alla mozione presentata dalla Francia, e riconoscendo a quest’ultimo il diritto di esprimere le proprie opinioni a livello internazionale, la dichiarazione del presule cattolico resta tuttavia una inaccettabile attacco discriminatorio a carico delle persone omosessuali da parte della gerarchia vaticana. Continua a leggere