Gb: una madre lotta perchè il figlio minorenne possa cambiare sesso

Il Sistema Sanitario Nazionale (NHS) britannico si trova a dover affrontare le istanze di una madre particolarmente decisa. Carole Smith ha quarantun anni ed una figlia transessuale di quattordici. La preoccupazione di Carole come quella di ogni madre è il bene della figlia ed è proprio per evitare che sua figlia entri nella pubertà come un ragazzo che la signora Smith ha deciso di affrontare la sanità britannica perché fornisca alla figlia gli ormoni necessari a questo tipo di trattamento.

Si tratterebbe di una cura molto costosa (prezzo stimato sedicimila sterline) cui la signora non è grado di far fronte. Senza questi ormoni però la ragazza, nata maschietto, potrebbe crescere in altezza e sviluppare anche mani e piedi ed incontrare, in questo modo, ulteriori difficoltà nel passaggio da maschio a femmina. Continua a leggere

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L’Europa rimprovera il Regno Unito. Le regole antidiscriminazione valgono anche per i gruppi religiosi

Tutte quelle leggi che consentono ai gruppi religiosi di rifiutare un’assunzione ad un membro dello staff in quanto appartenente alla comunità LGBT contravvengono alla legislazione europea. La Commissione Europea, rivolgendosi al Regno Unito, ha parlato in modo chiaro: nessuno escluso dall’uguaglianza sul lavoro, nemmeno per motivazioni di natura religiosa.

La settimana scorsa, come riportato dalle pagine del quotidiano britannico The Observer, la Commissione Europa ha ripreso, in materia di occupazione ed uguaglianza, le recenti leggi della Gran Bretagna indirizzando al governo Brown una lettera che fa notare come la perfida Albione non stia applicando in maniera corretta le direttive europee che proibiscono qualsivoglia discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Continua a leggere