Fede e identità sessuale

1Intervento al seminario di formazione a cura della F.C.E.P.L. e l’Associazione N.U.D.I. su “fede e identità sessuale”     Grottaglie  19.12.15.

Lo scopo del mio intervento è 1) contestualizzare il seminario nella vita delle chiese ripercorrendo brevemente e non in modo esaustivo alcune tappe del percorso che ci ha portato qui oggi; 2)  dare alcuni suggerimenti su come affrontare il tema nella chiesa locale e 3)fornirci delle coordinate teologiche all’interno delle quali situare i nostri lavori.

1)         Non ancora vent’anni fa  (1998) si  fondò l’Associazione Rete Evangelica Fede e Omosessualità la quale  raccoglieva il lavoro precedente svolto nel nord Italia dal gruppo Capernaum. Attive nella REFO dall’inizio erano persone come Giorgio Girardet , Simon Pietro Marchese, nonché l’attuale Presidente, Giorgio Rainelli. La REFO  ha sempre viste unite persone di orientamenti sessuali diversi (gay e gay friendly) il cui scopo era affrontare e promuovere il discorso fede e omosessualità nelle chiese protestanti in Italia. Continua a leggere

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Ciechi per vedere la luce

020_CandelaRiflessione di Vale Coletta su Giovanni 9 apparsa su AdistaNotizie n.9/2014

È una domanda molto curiosa per noi e per i nostri tempi quella che fanno i discepoli a Gesù. Sappiamo che essere ciechi alla nascita è una condizione fisica e non c'entra nulla il peccato ma non era così per la cultura giudaica dell'epoca (vedi Es 20:5). Ancora più sorprendente è la risposta di Gesù, il quale afferma che non c'è peccato e anzi il cieco nato sarà utile per l'opera di Dio. Immagino come dovevano essere sconvolti tutti quegli uomini e quelle donne che lo seguivano in giro per la Palestina. Con quelle parole il Maestro sovvertiva completamente l'ordine sociale costituito. Subito dopo questa dichiarazione avviene il miracolo, con un gesto taumaturgico Gesù gli spalma gli occhi di fango e lo manda a fare un bagno purificatore: ora il cieco vede! Non a caso prima parlavo di sovversione. Era impossibile che un cieco nato potesse acquistare la capacità di vedere eppure questo è avvenuto. Quello che era uno scarto della società, ora può vedere. Non è nell'oscurità e non più costretto a nascondersi nell'oscurità. È quello che accade anche oggi alle persone omosessuali, bisessuali, trans* e intersessuali. In un passato non troppo recente costretti a vivere nell'oscurità e oggi vivono alla luce del sole. È proprio a queste persone, agli scarti della storia e delle società che Gesù è venuto, affinché anche tramite loro si potessero manifestare le opere di Dio. Ora per il nostro amico non più cieco inizia il tempo del giudizio e dell'interesse morboso dei vicini e delle élite dell'epoca, i farisei. Mille domande sul come e perché egli avesse riacquistato la vista. Viene interpellata anche la famiglia. Egli molto candidamente racconta di come tutto ciò sia avvenuto e di come Gesù lo abbia aiutato. Viene nuovamente ascoltato perché i farisei non potevano spiegarsi come questo scarto potesse vedere ora. Ecco queste domande vengono rivolte ogni giorno anche alle persone trans* e intersessuali. Domande sul cambiamento del loro corpo o di perché il loro corpo non rientri nella norma. Molti, come i farisei, non vogliono accettare questi corpi perché non-normati. Si vogliono aggrappare alla legge di Mosè, non riconoscendo quello che è possibile tramite Gesù: rinnovare i propri corpi e le proprie vite. I farisei spesso chiedono come è possibile che un peccatore possa fare miracoli. Essi non colgono la novità portata da Gesù. Con lui non contano più le vecchie regole. I farisei continuano ad aggrapparsi alla norma che nel frattempo viene stravolta da Gesù e dai suoi miracoli. Lo stesso vale per quanti e quante si oppongono nelle chiese alla piena partecipazione delle persone lgbtiq. La buona novella non sta nel fai questo o quello e sarai salvato ma piuttosto credi in Gesù e sarai salvato/a. Invece spesso nelle nostre vite prevalgono i pregiudizi culturali che rendono ciechi i nostri cuori e non ci fanno vedere la luce del mondo. È molto divertente nel testo proposto ritroviamo il cieco nato ad insegnare ai farisei, facendo delle giuste osservazioni. Sono proprio saltati gli schemi. Niente i farisei non vogliono vedere, non vogliono niente a che fare con questo peccatore e lo cacciano via. Allora Gesù lo trova e gli chiede se lui creda e il cieco fa la sua confessione di fede. E Gesù dichiara la sua volontà di fare giustizia in questo mondo, di mischiare le carte. L'ultima frase rivolta ai farisei è un appello a rendersi ciechi come lo era il cieco nato. Un appello ad essere degli scarti per poi poter vedere la luce del mondo. Un programma che rimette la giustizia divina al centro e l'evangelo diventa non solo speranza ma anche strumento di liberazione e di riscatto per gli ultimi e le ultime di questo mondo.

Roma Pride 2010: Noi non ci saremo

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A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.

Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.

Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Continua a leggere

Varcando…

Intervento di Rosa Salamone al I Forum di gay e lesbiche credenti di Albano Laziale, marzo 2010

Sono Rosa Salamone, sono valdese da dieci anni dopo essere stata una fedele cattolica per alcuni anni della mia vita. Sono la coordinatrice del gruppo VARCO di Milano, gruppo di Valorizzazione e Riconoscimento della Comunità Omosessuale. Ne sono una delle fondatrici. IL VARCO è un gruppo di omosessuali, di etero, di lesbiche e bisessuali, vi sono battisti, valdesi, veterocattolici o semplicemente persone interessate al discorso religioso senza denominazioni particolari. Di solito siamo tra le dieci e le quindici persone ad ogni riunione. Il VARCO è una realtà ben radicata all’interno delle nostre chiese, è una struttura riconosciuta e nata all’interno dell’assemblea circuitale lombardo piemontese, come tale ha avanzato quest’anno richiesta di finanziamento alla Diaconia, pertanto se i nostri progetti vengono approvati saremo concretamente finanziati dai fondi dell’otto per mille. Questo aspetto tengo a sottolinearlo perché non si capirebbe come interagiamo con le nostre comunità né si capirebbero aspetti del mio cammino personale. Non siamo solo un gruppo di amici ed amiche che si riuniscono tra di loro che commentano le letture e che pregano, siamo un organo della chiesa valdese, come tale annualmente riceviamo richieste di convegni, conferenze, riunioni, manifestazioni, articoli, elaborati e incontri di preghiere che a volte è davvero difficile smistare. E’ la stessa comunità, dunque, che spinge a rivelarci senza nascondimenti, che ci aiuta a vivere in piena autenticità il nostro orientamento. Continua a leggere

Spiritualità della speranza

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Nella sezione “Studi biblici e riflessione” è stata pubblicata una riflessione della pastora riformata Jane Stranz : “Resistere per sperare- per un pas de deux di speranza”, tratta dai dai materiali preparatori della XIII Assemblea della Conferenza delle Chiese Europee (KEK) che si terrà a Lione dal 15 al 21 luglio 2009.